L’architettura naturale del Lüsnerhof
Materiali naturali, un clima interno sano e design alpino
Il Lüsnerhof unisce un’architettura contemporanea alla bellezza originaria e alla forza delle Dolomiti. Per la costruzione dell’hotel abbiamo scelto la dolomia, una roccia antica di milioni di anni, proveniente dal Parco naturale Puez-Odle, insieme al legno locale di cirmolo e di larice dei boschi intorno a Luson. Questi materiali naturali richiamano la forza primordiale della terra e creano un’autentica atmosfera alpina in cui sentirsi accolti, ritrovare la calma e dormire profondamente.
Anche l’impiego di legno antico e pietra provenienti dallo storico maso Gargitthof rafforza il legame tra natura, storia e casa. Per generazioni vi ha operato la dinastia dei Ragginer, dedita alla medicina naturale, con erbe officinali e saperi terapeutici tramandati nel tempo. Oggi questa energia speciale continua a vivere nel Lüsnerhof. A garantire un clima interno sano e accogliente contribuisce inoltre il riscaldamento a parete nascosto dietro le superfici in argilla: il suo piacevole calore radiante regola l’umidità, assorbe le sostanze nocive e crea una sensazione abitativa naturalmente armoniosa.
Un’architettura collaudata in chiave moderna
Con il contributo dell’interior designer Franzi Hinteregger
Agli ultimi interventi realizzati secondo l’architettura naturale ha contribuito in modo particolare la figlia Franzi. Qui può dare espressione alla sua passione e alla sua vocazione e, insieme a papà Franz, scrivere il prossimo capitolo della storia del Lüsnerhof:
“Gli studi mi hanno dato gli strumenti – ma è stato solo qui, nel luogo in cui sono cresciuta, che ho imparato come gli spazi debbano davvero essere percepiti. Al Lüsnerhof sento come architettura, natura e persone dialoghino tra loro e come da questo nasca qualcosa che dura nel tempo. Per lui, ogni pezzo storico ha una storia – e quasi sempre anche subito un nuovo posto. Le nostre discussioni a volte sono lunghe, ma è proprio questo il bello: far crescere insieme, dal vecchio e dal nuovo, qualcosa che sappia di casa.”






















